Michela Valenti

Michela Valenti, nata in Svizzera nel 1968, si diploma in disegno tecnico industriale (STA Lugano) nel 1992. All’età di 33 anni, in seguito ad un incidente celebrale, rimane per diversi mesi privata della vista. Il periodo trascorso nell’oscurità le permette di far luce nel suo io più profondo e di ritrovare le sue verità fondamentali. Inizia così nel 2005 il suo percorso artistico. Ha partecipato a mostre nazionali ed estere ricevendo pure dei riconoscimenti. Le sue opere figurano in raccolte pubbliche e private, pubblicate in cataloghi e riviste d’arte. In merito al suo operato si sono espressi valenti critici, tra cui il Prof. Vittorio Sgarbi.

Michela Valenti, was born in Switzerland in 1968, is graduated in Industrial Engineering Design (STA Lugano) in 1992. When she was 33, following a crash accident, she remains for several months sightless. The time spent in the darkness allows her to shed light on her deepest self and to find her fundamental truths. So begins in 2005 her artistic journey. She has participated in national and foreign exhibitions, also receiving awards. Her works appear in public and private collections, published in catalogs and art magazines. Her critics were critical, including Prof. Vittorio Sgarbi.

INTERVISTANDO MICHELA VALENTI

Cos’è per me l’emozione di essere artista? Di emozioni  ce ne sono due; la gioia rappresenta la mia emozione di essere artista, derivata dalla mia libertà,  essere me stessa.

Quando creo le mie opere, lo faccio di getto o piuttosto le penso e le elaboro prima? E’ una domanda un po’ complessa. In genere da “cosa nasce cosa”. Ogni nuova creazione mi porta a creare quella successiva . Il mio operato è un po’ come un sunto di ciò che vivo, che mi circonda, che percepisco nella quotidianità. Le creazioni iniziano a prendere forma nel mio “Io” più profondo riuscendo poi a rielaborarle durante il processo pittorico.

Il mondo è solo fonte di ispirazione o anche confronto con altri artisti? Preferisco confrontarmi  con me stessa. L’arte la vivo un po’ come una forma personalizzata di esprimere le proprie “cose della vita”, quindi non vedo come potrei paragonarmi con altri punti di vista. Rispetto molto invece il lavoro dei miei colleghi artisti. 

Quando creo sono cosciente che trasmetto  un messaggio. Quale mi piacerebbe che fosse la risposta  del mio pubblico? Riuscire a provocare sensazioni nell’osservatore.

Quant’è importante il dialogo con i grandi artisti del passato e quali apprezzo di più? Il passato crea il presente. Piuttosto che dialogo preferirei definire Conoscenza dei Grandi Maestri del passato i quali hanno creato la storia dell’arte, le tendenze. Potrei elencarne diversi, ma preferisco citarne uno in  particolare Jackson Pollock. 

Arte è il rigore della forma, libertà d’espressione o compromesso di entrambi? Personalmente l’arte dovrebbe essere un buon equilibrio tra composizione, tecnica e emozioni nella più assoluta libertà. L’arte deve comunque creare emozioni (più o meno forti) altrimenti la definisco arte decorativa. 

Ho mai pensato di rinunciare a fare arte? Certamente! La vita è fatta di alti e di bassi. Con il trascorrere del tempo mi accorgo che l’arte è una parte integrante di me, è la mia “linfa” vitale.

Mi sono mai espresso con altre forme d’arte? Sì, con la danza contemporanea, e con la poesia.

INTERVIEWING MICHELA VALENTI

What is for me the emotion to be an artist? There are two emotions; joy is my emotion of being an artist, derived from my freedom, being myself.

When I create my works, I do this straight off or I think my works and I elaborate them before? It's a bit complicated question. Generally, thing led to another. Every new creation brings me to create the next one. My work is a bit like a summary of what I live, around me, which I perceive in everyday life. Creations are beginning to take shape in my deeper “my self” and they succeed in reworking them during the pictorial process.

Is the world only source of inspiration or confrontation with other artists?  I prefer to confront with myself. I live arta bit like a personalised form of expressing my own "things of life" so I do not see how I can compare me with other points of view. I respect much the work of my fellow artists.

When I create I’m conscious that I transmit a message. What would it like the answer of my public? It's to be able to cause sensations in the observer.

How much important is the dialogue with the great artists of the past and which of them do I appreciate more?  The past creates the present. Rather than dialogue, I would prefer to define Knowledge of the Great Masters of the past who have created the history of art, and trends. I could list many of them, but I prefer to mention one in particular, Jackson Pollock.

Is Art the rigor of the rules, freedom of expression or a compromise between them?  Personally, art should be a good balance between composition, technique and emotions in the utmost freedom. Art must, however, create emotions (more or less strong) otherwise I call it decorative art.

Did I ever think to renounce making Art?  Of course! Life is made of ups and downs. With the passing of time I understand that art is an integral part of me, it is my vital ”lymph".

Did I ever express myself with other forms of Art (writings, poetry, music, etc.)?  Yes, with actual dance and with poetry.