Gun Mattson

Gun Mattsson è nata e vive a Stoccolma, Svezia. Le sue immagini vengono spontaneamente a lei. Dipinge direttamente senza schizzi. I dipinti meditativi da sogno sembrano scansionare contemporaneamente il mondo globale e anche il suo mondo privato e momenti speciali. La credenza nella reincarnazione e l'interesse per la scienze trans fisiche sembrano essere parte del terreno da cui i suoi dipinti scorrono. Le tecniche preferite sono olio, acrilico, gouache, acquarello e grafica. Ha esposto in Gallerie d'Arte, Musei e Biennali in Canada, USA, America Latina, Asia, Australia e molti paesi europei. Ha ricevuto diverse prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Gun Mattsson was born and lives in Stockholm, Sweden. Her pictures come spontaneously to her. She paints directly without sketching. The dreamlike meditative paintings seem to be scanning the global and also her private world and special moments at the same time. Belief in reincarnation and interest in trance physic science seem to be part of the ground from which her paintings flow. Favourite techniques are oil, acrylic, gouache, aquarelle and graphic art. She has exhibited in Art Galleries, Museums and at Biennales in Canada, USA, Latin America, Asia, Australia and many countries in Europe. She has received several prestigious international rewards.  

Cos’è per me l’emozione di essere artista?  Un appassionata ed edificante emozione. Naturalmente. Ma il lavorare determinati con molte storie, che aspettano di essere raccontate, richiede una concentrazione profonda per me e i sentimenti possono essere anche di resistenza e di esaurimento.

Quando creo le mie opere, lo faccio di getto o piuttosto le penso e le elaboro prima? Non disegno tracciati prima di fare un'opera. Mai fatto. Un disegno avrebbe un rischio alto di essere abbandonato per nuove idee tutto il tempo. È più che io sia come un cacciatore, guardando attentamente nella foresta, pronto a prendere rapidamente la prima preda vista, per poi aspettare per il prossimo. Infine renderli visibili sotto forma di arte.

Il mondo è solo fonte d’ispirazione o anche confronto con gli altri artisti?Tutto può dare ispirazione - un odore, una parola, un pensiero, altre persone, eventi concreti di ogni genere e come nel mio caso anche i colori e le forme interi, insieme a figure, apparentemente provenienti da nessuna parte. Io stessa non ho mai copiato, nemmeno i particolari, da opere di altri artisti. Ispirato da loro? Non coscientemente, poiché ogni persona è un'unità, in grado di contribuire con le proprie capacità uniche. Come misto "in una pentola" - con diverse date e luoghi di nascita sulla terra, geni ereditati e altri dagli antenati, aspetti numerologici (le personalità si leggono anche contando con i nomi trasformati in numeri) e a queste speciali costellazioni familiari, amici e mai cessare le scelte - portano con sé un proprio mondo intero. Dare il rispetto degli artisti è il modo migliore per lasciare che il buon senso e la bellezza prosperino nel lungo periodo. Credo.  Sul confronto lo vedo come uno strumento democratico, che dovrebbe implicare dibattiti rispettosi per raggiungere un'unità o un compromesso su obiettivi molto importanti e susseguenti, concrete azioni.Confronto artista - artista. Perché? Non posso vedere nessun caso comune in questo settore. Allora perché gli artisti sarebbero stati messi a tacere da altri artisti, quando con diversità contribuiranno alla società in quanto spiriti liberi e creativi.

Quando creo sono cosciente che trasmetto un messaggio. Quale mi piacerebbe che fosse la risposta del mio pubblico?  Inizialmente non sto pensando a nessun messaggio. Ma mentre il mio lavoro procede, ottengo idee e altre idee. Quando le inizio ad usare, la mia curiosità sta crescendo costantemente. Cerco un certo senso logico. A volte un piccolo scenario si materializza, apparentemente collegato ad altre scene sul palco. Che cosa li unisce? C'è qualcosa di interessante da trovare? Forse un messaggio, costruito su antichi avvenimenti storici o il mondo delle religioni? O qualcosa di attuale? Saggezza? Avvertimenti?  Da dove viene tutto. Ho solo un paio di domande personali e proposte come:  La mia immaginazione, costruita sulle mie conoscenze nella vita. Metafisicamente - antenati spiriti, che mi spingono a raccontare le loro storie per alcune ragioni.  Geni, portando informazioni in qualche modo.  Suggerimenti da un mondo trans fisico e parallelo.  Ma meglio lasciare che agli scienziati.  Spero che al mio pubblico piacciano i miei dipinti.

Quant’è importante il dialogo con i grandi artisti del passato e quale di loro apprezzo di più? Sento che sarebbe troppo difficile identificare e confrontarmi con i grandi artisti del passato in modo sufficiente per avere un dialogo. Tuttavia ho un'ammirazione illimitata per:  1) Gli artisti (spesso monaci) che hanno illustrato i documenti medievali per le chiese e per i re.   2)  Giotto per la sua arte trascendentale e meravigliosa. 3)  Leonardo da Vinci per i suoi molteplici lati. 4) Gaudi per la sua architettura eccezionale a Barcellona.  5) Salvador Dali. Lui è mio fratello ". Inoltre trovo interessante l'arte orientale.

Arte è il rigore della forma, libertà d’ espressione o un compromesso tra entrambi? Penso che l'Arte può essere tutto questo. Ammiro quegli artisti, che sono esperti nelle tecniche classiche e continuano, tenendo conto di ciò. Amo ancora di più quegli artisti che, usando le vecchie tecniche con grande talento, danno loro un tocco e allo stesso tempo fanno qualcosa di inaspettato su cui vale la pena pensare. Per me sto semplicemente facendo la mia cosa, usando cosa è richiesto dall'avventura di fare un'immagine, con una tecnica scelta. Tutto il tempo sono consapevole di quando fare un volto speciale qui e un colore speciale li. Tutto viene dall'interno.

Ho mai pensato di rinunciare a fare arte? No.

Mi sono mai espresso con altre forme d’arte (scrittura, poesia, musica, etc.)? Per un breve periodo di tempo, jazz dance. Come studente all'Università ho partecipato ad un gruppo teatrale amatoriale e ho avuto altre esperienze in quell'ambito. La musica è molto importante per me. Ho preso lezioni sui canti classici e liriche per un paio di anni, ma ho avuto problemi con la mia timidezza. Esibirsi da sola di fronte a un pubblico? Sono fuggita. Ho trovato molto più facile essere membro di un coro. Tuttavia la più grande felicità per me è stata il sedersi al centro di un'orchestra sinfonica che suonava le classiche composizioni su violino. Ho studiato lo strumento per undici anni. Quando mio zio suonava la musica popolare mi portava con lui, ho anche usato talvolta il mio violino.

What is for me the emotion to be an artist?  An eager and uplifting emotion. Of course. But working determined with many stories, waiting to be told, demands a deep concentration from me and the feelings can also be of resistance and exhaustion.

When I create my works, I do this straight off or I think my works and I elaborate them before? I don´t draw outlines before making a picture. Never had. A sketch would run to high a risk to be abandoned for new ideas all the time. It is more that I am like a hunter, intently watching in the forrest, ready to rapidly catch the first quarry to be seen, then waiting for the next. Finally making them become visible in the form of Art.

Is the world only source of inspiration or confrontation with other artists? Everything can give inspiration - a smell, a word, a thought, other people, concrete events of all sort, and as in my case also colours and inner forms, together with figures, seemingly coming from nowhere. I myself have never copied,  not even details, from other artists works. Inspired by them? Not consciousIy, as every person is an unit, able to contribute with their own unique skills.  As mixed " in a pot " -  with different dates and places of birth on the earth, inherited genes and more from ancestors, numerological aspects ( personalities also read by counting with names, transformed to numerals ) and to this special family constellations, friends and never ceasing choices - they bring with them a whole world of their own. Giving artists respect is the best way of letting good sense and beauty flourish in the long run. I think. About confrontation I see it as a democratic tool, which should imply respectful debates in order to reach either an unity or a compromise regarding very important targets and subsequent, concrete acting. Confrontation artist to artist. Why? I can see no common case here, in this area. So why would artists be shut up in a fold by other artists, when with diversity they will contribute more to society as free, creative spirits.

When I create I´m conscious that I transmit a message. What would it like the answer of my public? Initially I am not thinking of any message at all. But as my work proceed I get ideas and more ideas. When musing upon them, my curiosity is steady growing. I search for some logical meaning. Sometimes a smaller scen materialises, seemingly connected with other scenes on stage. What is uniting them? Is there something interesting to be found? Perhaps a message, built on ancient historical occurrences, or the world of religions? Or something in present time? Wisdom? Warnings? Where does it all come from. I only have a couple of personal wonderings and proposals such as:  My imagination, built on my learnings in life. Metaphysically - ancestors spirits, urging me to tell their stories for some reasons. Genes, bringing informations in some way. Hints from a trans physic, parallel world.  But better leave that to the scientists. I hope my public like my paintings.

How much important is the dialogue with the great artists of the past and which of them I appreciate more?  I feel that it would be too difficult to identify and compare myself with the great artists of the past sufficiently to have a dialogue. However I have a boundless admiration for:  1) The artists (often monks) who illustrated the medieval documents for the churches and kings.  2)  Giotto for his transcendental, beautiful art.  3)  Leonardo da Vinci for his many-sidedness. 4)  Gaudi for his exceptional architecture in Barcelona.  5) Salvador Dali. He is my " brother ". Besides I find oriental art interesting.

Is Art the rigor of the rules, freedom of expression or a compromise between them? I think Art can be all of this. I admire those artists, who are skilled in the classic techniques and goes on, keeping to that. I even more admire those artists who, using the old techniques with great talent, give it a twist and at the same time make something unexpected and worth thinking about.   For myself I´m simply doing my own thing, using what demands to take off the adventure of making a picture, with a technique chosen. All the time firmly aware of when to make a special face here and a special colour there. It all comes  from within.

Did I ever think to renounce making Art? No.


Did I ever express myself with other forms of Art?  For a short period of time, jazz dance. As a student at the University I took part in an amateur theatre group there and I have had some other experiences too in that area. Music is very important to me. I took lessons in classic song and opera for a couple of years, but had huge problems with my shyness. Solo performing in front of an audience? I fled. I found it much easier to be member of a choir. However the greatest happiness for me have been to sit in the middle of a symphony orchestra playing the classic compositions on violin. I studied the instrument for eleven years. As my uncle played the folk-music and he took me with him, I also sometimes used my violin in that field.